
Un “tradimento del corpo”.
In questo modo chiama i crampi Santiago, il protagonista de “Il vecchio e il mare”, capolavoro di Ernest Hemingway. E forse non c’è modo migliore per definirli.
Sei lì che assapori una posizione di yoga (asana) o una bella corsetta e tac! Un dolorino, che in una manciata di secondi diventa un dolorone, ti fa cacciare un lamento e portare le mani al muscolo offeso. Niente più degustazione di asana, niente più lunghe falcate nel parco. Rimane solo l’uggia di questa parte del corpo che non risponde e una gran pena.
Ma perchè la vita ha concepito una cosa come i crampi? Come fanno a venirci? E come facciamo a mandarli via?
Beh, per prima cosa bisogna farci un’idea di un’altra cosa…
Come funzionano i muscoli?
I muscoli sono composti da numerosi strati di miofibrille, i cui filamenti, al momento dell’attivazione “si uniscono”, dando vita alla contrazione muscolare.
Più in dettaglio: ci sono miofibrille più spesse costituite dalla proteina miosina, che spontaneamente, tentano di attaccarsi a quelle più sottili, composte dalla proteina actina.
Quest’ultima però a riposo è legata ad altre due proteine (troponina e tropomiosina) che impediscono alla miosina di attaccarsi.
Quando il sistema nervoso vuole che i muscoli si contraggano, fa in modo che la troponina e la tropomiosina si spostino. Come?
Rilasciando ioni di calcio. Questi ioni infatti si legano a troponina e tropomiosina, esponendo le fibre di actina.
Insomma, a quel punto, le miofibrille più spesse possono unirsi a quelle più sottili e poi, usando l’energia fornita dalle molecole di ATP, girano le proprie teste e tirano a sè i filamenti di actina.
Perchè vengono i crampi?
Ebbene, dopo che tutto il processo suddetto ha permesso alle miofibrille di avvicinarsi e al muscolo di contrarsi, serve che qualcosa dica ad actina e miosina di staccarsi.
A volte però, questo non riesce a succedere, il meccanismo di contrazione resta ‘bloccato’ e il muscolo continua a contrarsi involontariamente ed ecco che ci vengono i crampi!
Molto spesso le cause sono fisiologiche.
Se siamo disidratati ad esempio, gli ioni di calcio non vengono riassorbiti (può accadere per carenza di magnesio, suo antagonista) oppure la carenza di potassio o calcio può aumentare l’eccitabilità del nervo, che continuerà a dire al muscolo di contrarsi.
Può anche succedere che uno sforzo particolarmente intenso, provochi l’esaurimento di ATP e che quindi le miofibrille non riescano a slegarsi tra loro.
Ci sono poi anche altri motivi, ad esempio cause neuromuscolari che possono causare i crampi, come un’eccessiva rigidità nel corpo (ma ne parliamo qui), la compressione di un nervo, la mancanza di afflusso di sangue al muscolo, ecc.
Cosa fare quando arriva il crampo?
Se state facendo yoga, per prima cosa uscite dalla posizione. Non serve a niente incaponirsi e “punire” il nostro corpo. Anzi, meglio allungare dolcemente il muscolo dolorante.
Anche massaggiare o scaldare la zona colpita è molto efficace. Il freddo invece, per quanto possa intorpidire il dolore, non aiuta il muscolo a rilassarsi, anzi. E ovviamente, se siete disidratati: bevete!
Questi stessi accorgimenti valgono solitamente anche come prevenzione dei crampi. Anche se ai crampi è sempre difficile prepararsi.
In fondo, con buona pace del pescatore Santiago e di tutti noi, un tradimento è pur sempre un tradimento!
Approfondimenti
Exercise Physiology: Nutrition, Energy and Human Performance di W. McArdle, L. Katch e V. Katch





