
Viaggiatori ipnagogici
I rishi (saggi( che ci hanno consegnato le scoperte e le tecniche millenarie dello yoga, avevano sicuramente numerose facoltà speciali e poteri sovrannaturali… Ma anche loro dormivano.
Ovviamente però lo facevano in modo diverso da noi: quando scivolavano nel sonno, riuscivano a restare vigili quel tanto che basta per attraversare i mondi del sogno e tornare con nuovi insegnamenti.
Fenomenologia del dormire
Questa capacità di restare coscienti al confine tra veglia e sonno è alla base dello Yoga Nidra, il “Sonno Yogico”.
Oggi sappiamo che dietro questa pratica non c’è solo misticismo, ma anche una profonda comprensione del sistema nervoso e dei processi ormonali.
Quando ci addormentiamo, l’intelletto (buddhi) e il senso dell’io (ahamkara) si ritirano. La mente (manas) allora inizia a muoversi liberamente dentro il deposito delle impressioni e delle esperienze passate (chitta).
Per questo i sogni, pur privi di logica, rivelano contenuti del nostro inconscio.
Il sistema del riposo
Quando la mente razionale (Buddhi) e il senso dell’io (Ahamkara) rallentano, il corpo disattiva il “pedale dell’allerta”, cioè il Sistema Nervoso Simpatico, e attiva il Sistema Nervoso Parasimpatico: quello del “riposo e ripristino”.
In questa fase la frequenza cardiaca cala, la pressione si abbassa e l’intero organismo riceve un segnale di sicurezza.
L’ipotalamo riduce allora la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress. Solo quando il suo livello notturno è minimo, il sonno può diventare profondo e rigenerante.
Il cervello rallenta i ritmi e si prepara al viaggio ipnagogico, passando dalle onde Beta — quelle della veglia attiva — alle onde Alfa, proprie della calma e della soglia del sogno.
Onde di consapevolezza
La scienza misura gli stati della coscienza in base alla frequenza elettrica del cervello. Lo Yoga Nidra è un percorso intenzionale attraverso questi stati.
1. Stato di veglia – Jagrat
Quando siamo attivi, il cervello lavora a frequenze Beta (13–30 Hz). È lo stato della concentrazione, ma anche dello stress.
2. Stato ipnagogico – onde Alfa (8–12 Hz)
Poco prima di addormentarci, la nostra mente si rilassa e il corpo si ferma. È la prima soglia dello Yoga Nidra: calma, creatività e meditazione leggera.
3. Stato di sogno – Svapna
Nel sonno REM emergono le onde Theta (4–7 Hz), associate all’intuizione e alla profonda immaginazione. Qui il praticante può “piantare” nel chitta il proprio sankalpa: un’intenzione consapevole per evolversi, che agirà anche nello stato di veglia.
4. Stato di sonno profondo – Sushupti
Nel sonno senza sogni il cervello entra in onde Delta (0,5–4 Hz). È la fase del riposo più profondo e del rilascio dell’ormone della crescita, essenziale per la riparazione fisica.
Turiya
Oltre la veglia, il sogno e il sonno profondo, lo Yoga Nidra apre la porta al “quarto stato”, Turiya: una presenza pura, libera dai sensi e dalle immagini mentali. È lo stato di pace assoluta e di coscienza unificata, dove avvengono i processi più profondi di guarigione e intuizione. Non si tratta letteralmente di uno stato “aggiuntivo” ma una dimensione di consapevolezza che attraversa gli altri tre.
Dormiamoci su
Forse l’illuminazione non la conquistermo in anni di sforzi da svegli, anche alzandoci ogni giorno alle quattro del mattino.
Chissà però che, proprio nel sonno, un giorno, restando svegli quel tanto che basta per essere dei buoni osservatori, l’illuminazione non conquisti noi.
Approfondimenti
Yoga Nidra di Swami Satyananda Saraswati
Why We Sleep: Unlocking the Power of Sleep and Dreams di Matthew Walker





