
Uno strappo alla regola
Alcuni anni fa, io e la mia compagna eravamo a fare volontariato in un villaggio in Cambogia, dove insegnavamo inglese nei doposcuola locali.
Un gruppo di nostri discenti era composto da giovani e giovanissimi monaci buddhisti. Dovete sapere che i monaci theravada vivono in contesti estremamente austeri, in cui ogni gesto che non sia lento e dignitoso è vietato dalla Vinaya, la severa legge monastica.
Ora immaginate una ventina di questi monaci che cantano a squarciagola una filastrocca inglese, mentre, avvolti nelle loro kasaya (le tonache arancioni della rinuncia), si muovono freneticamente su e giù.
Total Physical Response
Ovviamente i giovani monaci non stavano giocando in modo sfrenato alla faccia delle regole monastiche. Stavano invece imparando le parti del corpo, sfruttando un metodo conosciuto come TPR (Total Physical Response).
Questo metodo, ideato dallo psicologo James Asher, si basa su un principio semplice ma rivoluzionario: impariamo meglio quando il nostro corpo partecipa attivamente al processo cognitivo. Proprio come da bambini apprendiamo la lingua madre attraverso stimoli fisici e risposte motorie prima ancora di saper parlare, il TPR crea un ancoraggio mnemonico tra l’azione e il concetto. Non è solo “imparare una parola”, ma è “diventare quella parola”.
Perché funziona (anche fuori da un tempio cambogiano)
Il movimento non serve solo a rompere la monotonia. Coinvolgere il corpo permette di:
Abbassare il filtro affettivo: riduce l’ansia da prestazione (chi di noi ne è completamente immune?).
Migliorare la ritenzione: il cervello associa il termine a un movimento muscolare, rendendo il ricordo molto più profondo e duraturo.
Creare connessione: lo yoga e la ginnastica, in fondo, sono forme millenarie di TPR applicate alla consapevolezza di sé.
Simon Says: do your Yoga
Oggi, quando pratico o insegno yoga per adulti, yoga per bambini o conduco una sessione di Ginnastica Posturale, proco ad applicare quella stessa magia che creava scompiglio tra le mura del tempio cambogiano.
Che si tratti di imparare l’inglese, rieducare la propria postura o forgiare la propria mente, il segreto è lo stesso: ascoltare il corpo per parlare al cervello.
Il corpo ha una memoria e un’intelligenza a cui raramente ci concediamo di attingere, delegando tutto l’onere (e l’onore) di apprendere e decidere al cervello. Quante volte ci scordiamo di respirare, di bere o di ascoltare un segnale fisico solo perché il timone è troppo saldamente in mano alla mente razionale?
La TPR ci insegna che quando riusciamo a far collaborare questi due potentissimi strumenti, ogni ostacolo cade, facendo capitolare persino l’austerissima Vinaya.
Approfondimenti
Learning Another Language Through Actions di James Asher
La mente è nel corpo di Francisco Varela




